UNTHINKABLE (2010) di Gregor Jordan

Film americano ma opera di un regista australiano. Unico, feroce, dinamico e fantastico nel cambiare pelle nel corso della storia.
Quando rischia di scivolare nella banalità e nell’ovvietà ecco che ti afferra per i capelli e ti regala scosse continue, come quelle ricevute dal torturato di turno. Non il solito film propaganda pro-USA alla Zero Dark Thirty (2012, Kathryn Bigelow) ma un’opera che riesce, nonostante un’apparente patina action bonaria (Che scompare dopo venti minuti) tipica di molti film a stelle e strisce, ad inoltrarsi in territori sconosciuto per il cinema anti terrorista americano.

Un gruppo di agenti governativi statunitensi è in lotta contro il tempo per scoprire dove sono stati piazzati tre ordigni nucleari in grado di uccidere milioni di americani. Il team antiterrorismo è composto dall’agente speciale Brody e da un misterioso agente dell’intelligence, avvezzo alle torture più becere. Entrambi, con metodi differenti, devono estorcere le informazioni a un cittadino americano di religione musulmana che in un video mostra gli ordigni già posizionati in diversi luoghi. Quest’ultimo è un ex militare specializzato, disposto a tutto pur di non rivelare loro l’esatta ubicazione degli ordigni, ma i metodi degli interrogatori vanno al di là di ogni metodologia consentita. ……

Una critica tosta e da mal di pancia sulla politica estera del colosso statunitense, il quale dimostra, di non avere remore nell’oltrepassare i limiti per difendere l’indifendibile.
Se la trama è una continua sorpresa, lo stesso vale per le ferocissime torture, senza limiti e sempre più esagerate inflitte al terrorista americano ma di fede musulmana, Steven Arthur Younger, interpretato in maniera fantastica da Michael Sheen.
Non da meno un Samuel L. Jackson che non necessita di elogi, capace di regalare, nella sarabanda di torture e tensione alle stelle nel film, perfino una battuta sui massaggi di “tarantiniana memoria”.
A completare il trio dei co-protagonisti Carrie-Anne Moss, costretta forse troppo ad interpretare il poliziotto buono del gruppo, figura immancabile nei film thriller di stampo americano.
Tutti e tre sono figure tormentate, insicure ma scaltre e difficili da catalogare, nonostante le chiare, solo in apparenza, figure rappresentate.

Non sempre esistono i buoni da una parte ed i cattivi dall’altra, e forse è propria questa la forza di UNTHINKABLE, un film scorrettissimo che non ha paura a mostrare lati oscuri ed ombre sul “metodo pacifico americano” senza però elogiarne il cattivo di turno. Se le succitate torture sono una gioia per gli occhi di ogni appassionato del genere più estremo, il finale è una vera ciliegina sulla torta. Film spietato, coraggioso ed implacabile. Una bomba! VALUTAZIONE 9/10

H.E.

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