WHITE DOG (1982) di Samuel Fuller

Film unico che racchiude diversi generi e tematiche scomode e delicate affrontate senza ipocrisia e perbenismo fumoso. Ruvido proprio come il suo regista, visto come la pecora nera del cinema americano ed emarginato dai salotti buoni di Hollywood.  WHITE DOG è stato uno dei film più censurati e maledetti del cinema americano, in quanto considerato politicamente scorretto dalla Paramount Pictures, che decise di bloccarne la distribuzione cinematografica negli Stati Uniti per evitare polemiche, ma non solo per questo motivo. Il messaggio antirazzista del regista si rilevò un’arma a doppio taglio, finendo per far scivolare WHITE DOG nella categoria dei film più razzisti e scorretti del cinema mondiale.

La trama appare semplice, ma è tutt’altro che banale, in quanto affronta senza banalità l’odio razziale e la violenza sugli animali senza veli o pacche sulle spalle. Una sera la giovane attrice Julie Sawyet sta tornando a casa ed investe accidentalmente un cane pastore bianco. Presa dai sensi di colpa, dopo averlo portato in una clinica veterinaria a curare, decide di portarlo a casa sua almeno fino a quando non trova i legittimi proprietari.   Il cane bianco (termine usato anche e soprattutto per indicare un cane d’attacco), dopo aver sventato una rapina con annesso stupro ai danni della sua nuova padrona nella sua abitazione da parte di un delinquente, conquista la fiducia di Julie, la quale decide di portarlo sul set di una pubblicità, dove lei apparirà assieme ad una sua amica di colore in una gondola a Venezia. All’improvviso il “cane bianco” aggredisce con ferocia la sua amica, la quale decide di non denunciare Julie in nome dell’amicizia. Questo sarà solo il primo di una serie di attacchi del cane alle persone di colore. Dopo il cane in un centro di addestramento particolare, Julie verrà a conoscenza che il cane è stato addestrato ad attaccare di proposito le persone di colore. Il tentativo di ricondizionare il cane, ad opera dell’addestratore “negro” Keys sarà tutt’altro che indolore……

Difficilissimo catalogare WHITE DOG, forse un dramma a tinte forti con una componente horror (alcune sequenze sono estreme e da brividi), senza dimenticare la critica sociale succitata. I cambi di umore e le scelte difficili nelle quali si ritrovano i protagonisti che circondano il cane bianco, rendono l’idea della complessità nel giudicare e valutare con lucidità l’odio razziale e le sue varie ramificazioni (se non attacchi il nero, di conseguenza attaccherai il bianco, ma non c’è speranza di curare il tuo male). Un film poderoso, intenso e totale nella capacità di mettere in contraddizione i sentimenti e giudizi dello spettatore. Chi rappresenta il padrone originale del cane? E Julia o Keys? La politica americana di Ronald Reagan era già operativa da più di un anno e la coscienza americana non era ancora pulita dai misfatti razziali degli anni ’50 e ’60. Fuller affonda la lama con estrema lucidità ed a qualcuno ha dato parecchio fastidio all’epoca. Anche prima di WHITE DOG Fuller è stato martoriato dalla censura e dall’FBI sin dai suoi primi lavori. FULLER con questo film conferma, anche se fuori dal cerchio magico di Hollywood, di essere uno dei registi più influenti e talentuosi del cinema a stelle e strisce. WHITE DOG è un film thriller psicologico ed estremo emozionante, reso grande anche da una colonna sonora fenomenale, opera del nostro maestro Ennio Morricone. Capolavoro imperdibile per tutti gli appassionati del grande cinema…..quello vero! VALUTAZIONE 10/10

H.E.

COMPLETO IN ITALIANO: WHITE DOG

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